SZOKE QURTET + DAVID BOATO ORE 21,00

30 maggio 2012

A dire il vero, per quanto mi aspettassi parecchio dalla produzione condivisa tra il Szőke Szabolcs Quartet e David Boato nel corso del concerto di apertura del Fine Settimana Internazionale del Jazz, tuttavia non mi sarei aspettato di partecipare a una delle esperienze piů significative all'interno degli eventi presi nel loro insieme. Szabolcs Szőke, protagonista del Tin-Tin Quartet 3, uno dei complessi piů eccellenti dell'etno-jazz ungherese - che dall'autunno scorso si presenta di nuovo unito -, compositore che suona la gadulka, strumenti a corda balcanici e orientali, Péter Szalai, gran maestro est-europeo della tabla dell'India settentrionale, Gábor Juhász, compositore e ottimo chitarrista, stavolta hanno ottenuto - accanto a Dániel Váczi, che suona il sopranino e il sassofono alto - un altro compagno eccellente nella persona di David Boato, il trombettista italiano che si č unito al quartetto. Grazie alla sua aggiunta, abbiamo avuto l'occasione di diventare testimoni auricolari, nella sala E 78 del Quartiere Zsolnay, di un universo di suoni e improvvisazioni talmente ricco di tonalitŕ da risultare senza precedenti persino in campo internazionale, che avrebbe costituito un'esperienza catartica anche nelle sale da concerto piů grandi del mondo. Il modo in cui suonavano Szőke e Juhász faceva venire in mente l'universo creato dal complesso Shakti, fondato da John Mc Laughlin insieme a Lakshmirajana Shankar, il quale collega le tradizioni dell'India con quelle dell'America e dell'Europa occidentale, a cui si aggiungeva il modo in cui Péter Szalai suonava la tabla con sensibilitŕ straordinaria, ma era del tutto insolito il modo in cui si completavano perfettamente i suoni congiunti dei due strumenti a fiato, la tromba e il sassofono, a cui le combinazioni tra i settori in cui gli strumenti a fiato e gli strumenti a corda si ricongiungevano tra loro - chitarra-tromba, sassofono-chitarra, tromba-gadulka e mbira - conferivano una ricchezza senza paragoni anche nell'ambito della musica etnica.

E il modo in cui i quattro strumentisti, prestando la massima attenzione a ciň che ispirava i loro compagni, arrotondavano volta per volta un brano fondato sull'improvvisazione - ricorrendo in diverse occasioni anche agli strumenti inerenti alle soluzioni adottate dalla musica classica - offriva un'esperienza musicale di tipo intellettuale che soddisfaceva anche le massime pretese. Accanto al suo splendido virtuosismo, Boato č stato esemplare anche mostrandoci in che modo - badando pure alle tradizioni europee - si possa mantenere un estremo controllo - come a volte non riescono a farlo neppure le massime celebritŕ americane - anche nell'ambito di un'improvvisazione tempestosa, che ci offre addirittura un'esperienza sensuale, mentre Szabolcs Szőke ha dato voce con straordinario virtuosismo, accanto alla gadulka, anche agli incantevoli colori armonici della "array mbira" africana, e inoltre ha mantenuto unita l'intera produzione musicale con la modestia tipica di un autentico Maestro.



I membri del complesso:
Gábor Juhász - chitarra
Péter Szalai - tabla, percussioni
Szabolcs Szőke - gadulka, array mbira
Dániel Váczi - sopranino e sassofono alto
David Boato - tromba, flicorno